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Coincidenze e sincronicità: quando l’universo unisce due cose simili

Di solito vediamo solo i rapporti di causa ed effetto… Ma sotto la superficie sta succedendo qualcos’altro: seppur invisibile ai nostri occhi, c’è una complessa rete di connessioni.
-Deepak Chopra

Un aspetto che da sempre mi affascina della vita è legato alle coincidenze.

Alcune sono banali, altre hanno davvero dell’incredibile. A volte è come se un filo invisibile unisse cose molto distanti tra loro, come se l’universo stesse cercando di inviarci un messaggio.

Ma facciamo chiarezza. Bisogna distringuere tra due cose: coincidenza casuale e coincidenza significativa (che prende il nome di “sincronicità“). All’interno dell’articolo mi soffermerò molto di più sulla seconda, studiata anche dal famoso psicologo Carl Gustav Jung.

Le differenze tra coincidenze 

Anche se siamo soliti pensare per “causa-effetto” molte volte ci rendiamo conto che l’universo si spinge ben al di là di questa legge.

A volte accadono avvenimenti correlati tra loro ma che non sono uniti da questo principio, non dipendono l’uno dall’altro. In questo caso possiamo parlare a livello generale di coincidenza.

Per coincidenza, quindi, si intende la correlazione tra due eventi ben diversi tra loro non uniti da un legame di causa. Una coincidenza può essere, ad esempio, avere il numero 63 in coda alle poste, al supermercato e come poltrona al cinema nello stesso giorno.

In questo primo caso si tratta di una coincidenza casuale, un fatto dovuto ad una probabilità statistica che, anche se è abbastanza sbalorditivo, non ha di per sè nessun significato profondo.


Esiste, come annunciato prima, anche un altro tipo di conincidenza: quella che viene definita come significativa. In questo altro caso non siamo davanti ad un qualcosa di statistico dipendente dalle probabilità calcolabili matematicamente.

E non siamo neanche davanti ad una coincidenza riconoscibile da tutti come nel caso del numero 63. Una coincidenza significativa lo è solo per chi la vive: unisce un avvenimento interno (quindi psichico) con un avvenimento esterno (quindi del mondo fisico).

Per capire meglio possiamo fare un nuovo esempio: ti è mai successo di voler mandare un messaggio ad una persona che non sentivi da tempo e di ricevere, dopo pochi istanti, un messaggio dalla persona che volevi contattare? 

In questo caso si tratta di una coincidenza significativa. Il tuo pensiero, in qualche modo, si è verificato nel mondo materiale. Questi due avvenimenti non sono collegati da nessun rapporto di causa-effetto eppure si verificano contemporaneamente.

Cos’è, invece, la sincronicità? Possiamo definirla come una coincidenza significativa ancora più potente.

Cerchiamo di scoprirla meglio.

La sincronicità

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Jung, per indicare le coincidenze significative, utilizza il termine sincronicità.

C’è da dire, però, che non sono proprio la stessa cosa: gli avvenimenti sincronici, rispetto alle coincideze significative, sono in grado di cambiare la vita di un individuo e possono essere definiti come coincidenze dal significato simbolico più profondo.

Dal 1902 in poi Jung abbandona le teorie positiviste del tempo (basate su studi empirici e su ciò che può essere misurato) per dedicarsi a tutta quella serie di fenomeni particolari che la scienza screditava in quanto non indagabili.

Jung, quindi, reputava che psiche e materia non fossero divisibili e che condividessero un insieme di archetipi comuni, erano insomma aspetti diversi di un’unica cosa.

Il collegamento fra materia e psiche portò Jung a teorizzare qualcosa di straordinario: quando accadono due eventi sincronici e il livello psichico e quello materiale si uniscono, lo fanno in una dimensione nuova, in una specie di “luogo” dove lo spazio e il tempo sono relativi. In questo “luogo”  inoltre la legge di causa-effetto non funziona.

Bisogna anche fare un’altra precisazione: sincronicità significa “nello stesso senso” e non “nello stesso tempo”. Questo riconferma l’idea che il fatto psichico e quello fisico siano legati unicamente dal senso, da un archetipo o da un significato simbolico.

Caratteristiche di un evento sincronico

Ci sono alcuni tratti distintivi di questo particolare tipo di coincidenza.

Il primo è l’emozione improvvisa, quel senso di “magia” che ci porta a pensare all’universo come un posto misterioso, capace di far accadere cose incredibili. In un certo senso ci sentiamo connessi con tutte le cose introno, riusciamo a percepire il legame profondo fra persone, natura e avvenimenti, ci sentimo come predestinati e da una parte quel fatto un po’ ce lo aspettavamo anche.

Il secondo è che perde di credibilità e di potenza quando viene raccontato. Solo chi vive l’avvenimento sincronico riesce a percepirne la profondità.

Il terzo è la sensazione di dubbio, di aver frainteso, di fare le cose più grandi di quanto non siano realmente. Da una parte siamo estasiati da questo avvenimento e ne cerchiamo il significato, dall’altra tendiamo ad essere scettici e a temere di ingigantire.

Perchè accadono le coincidenze sincroniche?

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Dopo averne vissuto uno la domanda che sorge spontanea è: perchè è avvenuto? 

Per Jung la risposta è abbastanza complessa.

Le coincidenze sono collegate al proprio inconscio che si divide in personale e collettivo. L’inconscio colletivo è comune a tutti gli uomini ed è innato, non dipende dalle proprie esperienze.

Questo particolare tipo di inconscio, inoltre, è formato da archetipi in grado di correlare lo stato psichico ed il mondo; questi archetipi sono, in pratica, dei comportamenti che collegano tutti gli uomini di tutte le epoche.

Il modo di manifestarsi degli archetipi è tramite i simboli. Questi ultimi sono rappresentazioni oggettive di concetti altrimenti non rappresentabili. L’uomo, infatti, non basa la propria vita unicamente sul mondo materiale ma anche su quello psichico, su una dimensione più spirituale e metafisica.

Quando una persona abbassa il proprio livello di razionalità e si “collega” con il proprio inconscio riesce a cogliere il collegamento che esiste fra tutte le cose, quindi riesce a vivere esperienze sincroniche.

Un evento sincronico, quindi, può essere considerato come un messaggio del proprio inconscio da interpretare, un suggerimento o un’intuizione da seguire.

“La sincronicità è una realtà sempre presente per coloro che hanno gli occhi per vedere”      -Carl Gustav Jung

Cosa vuole dirci, in definitiva, la sincronicità? 

La sincronicità permette di conneterci alla nostra parte più profonda. Ogni volta che succede un evento di questo tipo significa che, in un modo sconosciuto, si stanno ascoltando delle cose molto importanti.

Non succede per caso, non è fortuna o sfortuna. Sono dei segnali che la memoria e l’inconscio cercano di inviare sperando che li si possa cogliere. Bisogna cercare di interpretarli, di capire cosa vogliono dirci.

Bisogna cercare di essere aperti e ricettivi, di affidarsi alla propria saggezza interiore che, anche se solitamente sopita, non sbaglia un colpo. Tutti noi possediamo un particolare intuito, un qualcosa di primordiale.

Fra tutti gli esseri e tutte le cose esiste un collegamento, la sincronicità ce lo mostra e può guidarci nell’arco della nostra vita.

 

 

Hai mai sperimentato la sincronicità? Quale concomitanza di eventi è riuscita a farti provare la meravigliosa sensazione di collegamento con una persona o con l’intero universo? Scrivi la tua esperienza nei commenti, sono sempre fatti molto interessanti 🙂

Ciao, mi chiamo Fabiana e questo è il mio blog di crescita personale. Al suo interno potrai trovare molti articoli che ti aiuteranno a migliorare la tua vita e ad adottare strategie per risparmiare tempo prezioso. Tutto quello che scrivo l'ho sperimentato sulla mia pellaccia, se funziona con me (sono davvero un osso duro) può funzionare con tutti! :)

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