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Come creare una nuova buona abitudine: ecco perchè i metodi dei libri non funzionano

L’immagine che abbiamo di noi stessi e le nostre abitudini tendono ad andare insieme. Cambia una e vedrai automaticamente cambiare anche l’altra.
Maxwell Maltz

 

Compri un libro di crescita personale e ti imbatti nell’evitabile capitolo chiamato “Buone Abitudini”. Perfetto, siamo a inizio anno e questo è il periodo migliore per fare buoni propositi e vivere positivamente il proprio cambiamento.

Lo leggi con interesse perchè sai che effettivamente con qualche buona abitudine in più la tua vita andrebbe di gran lunga meglio. Vuoi mettere come staresti bene alzandoti presto al mattino e quindi avendo le giornate più lunghe per fare un sacco di cose? Oppure come ti sentiresti meno stressato andando a correre tre volte a settimana?

Allora parti motivato, ti leggi tutto il capitolo d’un fiato e lo applichi. In fondo è facile; dice solo che devi avere ben chiara la nuova abitudine che vuoi creare, scriverla su un foglio in maniera concisa e cominciare a cambiarla. In teoria basta farlo per un mese. Che ne so, per un mese intero ti alzi alle 5.30 del mattino e il gioco è fatto.

Ci provi, sei carico, per una settimana lo fai. Poi, la settimana successiva, la motivazione scende, muori di sonno e addio buona abitudine.

Risultato? Sei un fallito e non hai manco abbastanza autodisciplina per scegliere a che ora alzarti per un mese.

Risultato numero due? Ti senti male, ti chiedi perchè gli altri evidentemente ci riescono e tu no. Sei un “senza speranza” e non riuscirai mai a fare una cosa banale come svegliarti presto al mattino. Sei incredulo nei confronti di chi afferma che funziona e non capisci proprio cosa ci sia di sbagliato in te.

Oppure, se non tendi come me all’utocommiserazione ( 😀 ) ma agisci d’istinto, molli il libro e ti riprometti di non spendera mai più 15€ per delle ca***te di questo tipo.

Il problema: perchè non ci riusciamo? 

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Il metodo standard “imposto” dai libri di crescita personale, però, non tiene conto di una cosa: le diverse personalità di ognuno di noi. Con questo non intendo dire che possano esistere libri e/o soluzioni su misura per ognuno. Voglio semplicemente far notare che la nostra personalità, rispetto a quella standardizzata, può diventare un grande ostacolo nella realizzazione di nuove buone abitudini. 

La soluzione, allora, è arrivata da una scrittrice statunitense, Gretchen Rubin, che ha teorizzato quattro tipologie di personalità che reagiscono diversamente davanti ad una nuova abitudine.

L’oggetto del suo studio, basato prevalentemente su casi analizzati e quindi (ahimè) senza basi scientifiche, è il modo in cui le persone tendono ad approcciare con la motivazione. C’è chi, ad esempio, è ben motivato se sa che qualcuno lo aspetta per svolgere un’attività, chi invece riesce bene solo se ha chiaro il senso di quello che sta facendo e così via.

Le personalità, secondo Gretchen, sono:

  1. Upholder (o sostenitori): essi tendono a riuscire molto bene a creare nuove abitudini perchè non hanno problemi nel rispettare le aspettative di se stessi e degli altri. In linea generale sono coloro che riescono ad attuare il metodo standard senza troppi problemi.
  2.  Questioner (o inquirenti): essi sono avvantaggiati quando ritengono che la creazione di una buona abitudine sia sensata e adatta a loro. Faticano, invece, quando l’imposizione arriva dall’esterno e per loro è considerata priva di ragioni sensate.
  3. Obliger (o obbligati): essi rispettano molto bene le aspettative esterne e riescono a modificare il proprio stile di vita e le proprie abitudini solo se sono costretti da qualcuno. Faticano molto quando la motivazione è interna. In pratica possono correre la maratona di New York se gli venisse chiesto ma se decidono di farlo per piacere proprio vanno in tilt.
  4. Rebel (o ribelli): essi oppongono resistenza sia quando l’imposizione arriva dall’esterno sia quando arriva dall’interno. Sono la categoria più ostica perchè, anche se decidono di impegnarsi a fondo nella creazione di una buona abitudine, autoboicottano il proprio operato per evitare di vincolarsi a routine o ad abitudini.

A cosa serve sapere tutto questo? 

Come abbiamo detto queste quattro tipologie di personalità approcciano in maniera diversa alla motivazione. Un Upholder è completamente diverso da un Rebel, motivo per cui un metodo unico e universalmente riconosciuto non può funzionare.

Cosa fare, quindi?

“Semplice”… bisogna adattare i metodi alla propria personalità. Insomma, se sappiamo di essere dei Rebel non possiamo pretendere di utilizzare un metodo facile e semplice come quello dei 21 giorni (teoria secondo la quale basta ripetere un’azione per 21 giorni consecutivi per farla diventare automatica, con me, ad esempio, non funziona neanche lontanamente).

Come farlo?

Il modo migliore è quello di sperimentare su se stessi e la chiave sta nell’imparare a conoscersi. Solo grazie ad una buona analisi della nostra personalità e delle nostre motivazioni possiamo capire qual è l’approccio più adeguato per noi. Ci sono, comunque, dei consigli da seguire che ci possono indirizzare in base alla nostra categoria di riferimento.

Quattro tipi di personalità per quattro approcci diversi

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Nessuno può garantire che troverai subito il modo migliore per creare una nuova buona abitudine. Probabilmente, prima di capire come fare, fallirai molte volte e ci saranno dei momenti in cui ti sentirai fortemente scoraggiato. Comunque non devi mollare ma continuare a provare, c’è in ballo la tua vita e la tua autostima (a proposito, sai di preciso cosa significa autostima?).

Io, nel mio piccolo, posso solo fornirti alcuni consigli per cominciare la ricerca.

  • Innanzitutto, se te la cavi abbastanza bene con l’inglese, puoi andare sul sito ufficiale di Gretchen e fare il test che ti rivelerà a quale tipologia appartieni. In alternativa ti sarai quasi sicuramente riconosciuto in una o due tipologie di personalità. (Io, ad esempio, sono un osso duro e tendo prevalentemente ai Rebel, motivo per cui mi risulta abbastanza difficile creare nuove abitudini e modificare quelle consolidate).
  • Come seconda cosa voglio fare una precisazione: questo articolo non parla del modificare le vecchie abitudini ma di crearne di nuove. Queste due cose, per quanto possa non sembrare, sono molto differenti.

Bene, detto questo possiamo cominciare con i consigli veri e propri suddivisi per tipologia.

Istruzioni per l’uso

Upholder

Per te è abbastanza semplice creare e consolidare una nuova abitudine (come ti invidio!) ma nonostante questo ci sono alcune cose sulle quali focalizzare l’attenzione.

Il tuo problema principale è il “sovraccarico“. Ci sono cose che vuoi fare e altre che ti vengono imposte. Riuscendo abbastanza bene in ambedue rischi di andare in tilt perchè accetti troppe sfide. Per te, forse, sarebbe meglio imparare a selezionare cosa fare e cosa non fare, quali abitudini possono essere più in linea con i tuoi interessi, le tue passioni e la tua idea di vita.  Altrimenti potresti finire per correre 5 volte a settimana con un amico fissato, bere 4 litri d’acqua al giorno, andare in palestra 3 volte a settimana e soccombere sotto tutte le buone abitudini tue e altrui.

Questioner

I Questioner si interrogano principalmente sul senso delle cose. Per loro è essenziale trovare motivazioni che siano valide, veritiere e in linea con il proprio pensiero. Per questo motivo, se sei un Questioner, ti conviene informarti a fondo sull’argomento prima di provare a cominciare la creazione di una nuova abitudine. Solitamente, per ogni abitudine sana, ci sono solide basi scientifiche sul perchè e per come fa bene alla salute.

Ha molta importanza, per te, anche il lato pratico delle cose. Una meticolosa organizzazione logica potrebbe di gran lunga aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo.

Obliger

Per un Obliger è fondamentale il sostegno delle altre persone. E’ importante, quindi, che ci sia una sorta di supervisore che possa monitorare i progressi. In questo caso è meglio creare nuove abitudini insieme agli amici, al partner o in gruppi di persone con gli stessi interessi. Anche online è possibile trovare forum di persone che si incitano e aiutano a vicenda (nel caso in cui nessuno degli amici fosse interessato). In alternativa ci si può affidare ai life coach, agli istruttori o a specifiche figure professionali. In questo modo creare un’abitudine non sarà poi così difficile!

Rebel

Questo è il caso più difficile. Innanzi tutto un Rebel dovrebbe comprendere che creare un’abitudine non significa “limitare” le possibilità della propria vita. Le abitudini, al contrario di quello che si possa pensare, non sono obbligatoriamente noiose e metodiche (e per “fissati”). Esse possono migliorare di gran lunga la nostra vita e donarci un grande senso di soddisfazione. Vedere risultati misurabili può incrementare la nostra autostima.

Per un Rebel, quindi, è necessario trovare una motivazione forte e un’abitudine che sia in linea con il proprio stile di vita. La filosofia di un Rebel dovrebbe essere “vedere per credere” e quindi provare anche se non si è molto convinti. Una volta visti i primi risultati, allora, i problemi si ridurranno.

Conclusioni

Questi pochi consigli, ovviamente, non sono oro colato. Sono solo un piccolo spunto di riflessione basato sull’interessante teoria che la personalità che possediamo ci influenza sotto ogni aspetto della nostra vita. Cominciare a riflettere su questo, imparare a conoscerci bene e ad analizzarci, può far sì che molte cose nella nostra vita cambino.

Quindi, perchè non provare a sperimentare su se stessi ? (e ve lo dice una Rebel) 🙂

Ciao, mi chiamo Fabiana e questo è il mio blog di crescita personale. Al suo interno potrai trovare molti articoli che ti aiuteranno a migliorare la tua vita e ad adottare strategie per risparmiare tempo prezioso. Tutto quello che scrivo l'ho sperimentato sulla mia pellaccia, se funziona con me (sono davvero un osso duro) può funzionare con tutti! :)

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