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Manuale di “Small Talk”: imparare a rompere il ghiaccio (per vere schiappe)

Agli occhi di qualcuno può sembrare odioso, ad altri viene naturale ed è la cosa più semplice del mondo. Fare small talk non è un’attività da tutti: c’è chi preferisce stare in silenzio e chi si lancia, senza pensare, in conversazioni con chi non conosce.

“Small talk” significa, più o meno letteralmente, “chiacchierare” e c’è chi, alle chiacchiere, è totalmente allegico. Ti è mai capitato di incontrare un conoscente per strada e di fare inversione di marcia? Oppure di attendere pazientemente di aprire la porta di casa per evitare contatti umani con i vicini? Allora significa che, probabilmente, chiacchierare non è il tuo forte.

Ecco altre situazioni “imbarazzanti” dove i consigli di questo piccolo manuale di small talk possono tornarti utili:

  • Dal dottore: quando l’attesa diventa lunga le persone hanno la terribile tendenza di voler interagire tra loro, parlando del più e del meno (e dei loro malanni, ahimè!).
  • In coda alla cassa del supermercato: “Anche io compro sempre le pizze surgelate, sono davvero buonissime!” risposta “Ah…” (e un bel sorrisone).
  • In coda in qualsiasi postoinsomma, le code sono sempre tremende.
  • Quando ti trovi in un contesto nuovo (e ovviamente non conosci nessuno): feste, riunioni, incontri di vario genere, dubbi esistenziali sul perchè ci sei andato se non conoscevi nessuno, club.
  • Sul lavoro: come la metti sennò se fai il barista?
  • Quando hai ospiti in casa (non puoi sempre puntare tutto sul partner estroverso).

Per quanto possa non piacerci ci sono situazioni in cui bisogna interagire con dei perfetti sconosciuti e tirare fuori qualche parola di bocca. Prima di vedere come, però, è utile analizzare come mai ci sono persone (come te e come me) che detestano chiacchierare.

Small talk e introversione

In un articolo precedente avevo parlato di introversione e di come sopravvivere in un mondo creato apposta per gli estroversi (se ti interessa lo puoi trovare qui). L’introversione, in pratica e in poche parole, è uno dei due modi in cui un individuo può approcciare con il mondo esterno.

Un introverso, nel suo caso specifico, concentra le proprie energie psichiche all’interno e non all’esterno. É più interessato alla propria interiorità anzichè agli altri. Questo lo porta a preferire rapporti profondi, basati sulla reale conoscenza reciproca.

Un introverso inoltre ama parlare di tematiche importanti, di cose che realmente riescono a scuotere il suo animo. Di conoseguenza non ama le chiacchiere futili.

Questo è uno dei tratti che solitamente contraddistingue quasi tutti gli introversi e che causa dei problemi quando si tratta di fare small talk.

Per l’introverso chicchierare con un perfetto sconosciuto di tempo o di calcio non ha nessun senso. Non arricchisce nessuno dei due e non è particolarmente piacevole. É finto, falso, una conversazione sul nulla tanto per non stare zitti. Il silenzio ha più valore (anche se genera imbarazzo e fraintendimenti).

Cosa fare?

Small Talk Escape Plans A Holiday Survival Guide SOURCE istockphoto - Manuale di "Small Talk": imparare a rompere il ghiaccio (per vere schiappe)

Abbandonare la propria naturale tendenza all’introversione e diventare degli esperti chiacchieratori oppure restarsene come si è?

Oppure rimanere sempre in silenzio e sembrare antipatici, o fingere di essere dei simpaticoni interessatissimi dalle condizioni climatiche?

La risposta, a mio avviso, sta nella via di mezzo. Come detto nell’articolo (che ti consigli di leggere se sei un introverso) l’introversione non è una malattia o un male da debellare. É solamente una normale tendenza umana.

Non tutti siamo portati per certe cose ed è giusto così, almeno il mondo si bilancia un pochino. Nessuno dovrebbe cambiare profondamente la propria natura, non ne uscirebbe nulla di buono.

Bisognerebbe imparare qualcosa sulla small talk da applicare in determinati contesti, quando ci si rende conto che non se ne può fare a meno (e scappare a gambe levate quando è possibile 🙂 ). Questa è secondo me la soluzione ottimale.

Small talk e timidezza

Un caso diverso è quello della timidezza. Se sei timido è normale che l’interazione con gli sconosciuti generi in te ansia e un po’ di preoccupazione. Temi di essere giudicato e di dire qualcosa di sbagliato. In questo caso rilassati: con due dritte è abbastanza difficile fare una brutta impressione parlando di cose banali. E se fai una brutta figura che importa? Tutti le fanno! 😀 Diventano anche storielle simpaticissime da raccontare agli amici.

Niente panico!

In definitiva a cosa serve fare small talk? 

In certi contesti fare small talk può portare a innumerevoli vantaggi. In ambito lavorativo, ad esempio, è utilissimo se si è degli imprenditori. Saper creare nuovi rapporti amichevoli può mettere in buona luce la propria azienda. Un cliente, inoltre, si sente considerato e inserito in un contesto rilassato, cosa che non è mai un male.

Anche nella vita privata può essere utile. Se c’è una persona che ti interessa puoi cercare un modo di parlarle e un po’ di esperienza con questo particolare tipo di dialogo può aiutare.

Tuttavia non è sempre necessaria. Alcuni paesi del mondo, ad esempio, non la utilizzano. Quindi anche se non sei un fenomeno non importa, basta avere quelle minime competenze di base per praticarla quando occorre.

 

(I consigli li puoi trovare nalla prossima pagina)

Ciao, mi chiamo Fabiana e questo è il mio blog di crescita personale. Al suo interno potrai trovare molti articoli che ti aiuteranno a migliorare la tua vita e ad adottare strategie per risparmiare tempo prezioso. Tutto quello che scrivo l'ho sperimentato sulla mia pellaccia, se funziona con me (sono davvero un osso duro) può funzionare con tutti! :)

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