Planning da scaricare 5 - Minimalismo e libri: come scegliere quali tenere e come disfarsi di quelli in eccesso

Minimalismo e libri: come scegliere quali tenere e come disfarsi di quelli in eccesso

Arriverà un punto della tua vita, se sei un lettore, in cui ti ritroverai con la casa sommersa dai libri. Le librerie saranno piene, gli scaffali pure. Comincerai a chiederti dove mettere i libri nuovi e, nel caso peggiore, farai degli scatoloni e ne sceglierai alcuni da mettere in cantina.

Bisogna considerare anche un’altra cosa: la maggioranza di quei libri non li leggerai mai più, non verranno mai riesumati dalla cantina. È normale, alcuni libri sono più belli di altri, alcuni ti “prendono” e altri no. Dopo poco tempo li dimentichi e arrivi al punto di non sapere neanche più quali possiedi.

Ma quei libri sono tuoi, li hai comprati e fanno parte della tua storia.

Ne sei proprio sicuro?

Come fanno ad avere una qualche importanza se non te li ricordi neanche? 

Minimalismo e libri: perchè bisognarebbe “buttare” i libri che non si leggono

Le motivazioni sono tante, alcune strettamente pratiche altre meno.

Spesso il primo motivo che ci spinge a fare un po’ di cernita è che sono oggettivamente troppi. I lettori incalliti accumulano un gran quantitativo di libri e difficilmente si separano da essi. Ne diventano gelosi, quasi in maniera maniacale. Ho conosciuto lettori che non prestavano i propri libri per paura che venissero rovinati e se disgraziatamente decidevano di dartene uno ti facevano venire l’angoscia.

Il secondo motivo, di solito, è legato allo spazio in casa. Le versioni cartacee ne occupano molto e prima o poi la libreria si esaurisce; inutile sprecarlo per libri che non ci hanno trasmesso niente.

Il terzo motivo pratico è che prendono polvere, umidità ed è difficile pulire. Bisogna spostare tutto, spolverare i libri uno ad uno e quando sono 500 comincia ad essere un problema.

Il quarto motivo è che rappresentano un immenso spreco di risorse. Nessuno li legge, non servono a niente, sono privati del loro scopo. Il libro nasce per essere letto e apprezzato. Se lo hai letto una volta (oppure l’hai comprato sulla scia del momento e non ti ispira più) e non lo hai apprezzato non ha alcun senso tenerlo. Meglio darlo a qualcuno, magari diventa il suo libro preferito e gli cambia la vita.

Il quinto motivo, facile e semplice, è che tutti i libri che non hai più intenzione di leggere non apportano nessun miglioramento alla tua vita. A cosa serve un oggetto se non a migliorare, in qualche modo, te o la tua condizione?

Il sesto ed ultimo motivo è il seguente: quei libri non ti rappresentano. Non svelano niente di te, non sono “stati scritti per te”. Non ti rendono fiero o felice di averli, non ti donano gioia quando guardi la libreria.

Perche, però, li teniamo?

Anche qui le motivazioni sono davvero svariate:

  • Siamo dei nostalgici (e quindi teniamo anche i Geronimo Stilton di quando avevamo otto anni)
  • Pensiamo (anche se sappiamo di mentire 😀 ) che un giorno proveremo a rileggere quei libri
  • Li teniamo per i nostri figli (anche se non ne abbiamo o sono piccoli, non conosciamo ancora i loro gusti, non sappiamo se saranno lettori accaniti o meno, non sappiamo neanche con certezza se ne avremo)
  • Per il temibile luogo comune che i libri “non si buttano” ( senza considerare che li possiamo regalare, vendere, donare alle biblioteche etc.)
  • Perchè scegliere quali tenere è mentalmente faticoso
  • Perchè pensiamo di non potercene assolutamente separare (manco fossero organi vitali)

 Come procedere per scegliere quali tenere e quali dare via

Planning da scaricare 1 1 - Minimalismo e libri: come scegliere quali tenere e come disfarsi di quelli in eccesso

Io ho deciso di prendermela piuttosto calma e di fare tutto nel giro di una settimana, senza fretta e senza sovraccarico.

Dato un recente trasloco i libri nella nuova casa non erano di per sè tantissimi, prima di trasferirmi avevo già, alla bell’e meglio, eliminato un po’ di roba. Ma comunque erano decisamente troppi e decisamente inutili.

Come prima cosa ho salvato quelli essenziali che sono circa 4, i libri che adoro e che ho letto davvero mille volte, quelli che consiglierei a chiunque e che rispondono alla domanda: “Quali sono i tuoi libri preferiti?”.

Poi li ho presi, ad uno ad uno. Alcuni mi trasmettevano qualcosa, altri faticavo addirittura a ricordarmi in che occasioni li ho comprati e soprattutto perchè.

Ho cominciato con il mettere i peggiori, quelli che non mi sono piaciuti, in una piccola pila. Ne ho creata anche un’altra con i libri “così così”, quelli che mi creavano maggiore dubbio. La quarta pila, invece, l’ho dedicata a quelli che non ho ancora letto e che ho accumulato nel corso di due anni.

Poi, con ordine, ho cominciato ad aggiungere alcuni libri “così così” alla pila dei peggiori. Guardandoli, in realtà, sapevo che non li avrei letti mai più.

Il primo giorno sono riuscita ad accantonare una quindicina di libri e a metterli in una scatola. Ripensandoci la sera, a lavoro finito, mi sono resa conto che non ricordavo già più quali titoli avevo cestinato.

Questo mi ha permesso di capire che quei libri non avevano davvero nessuna importanza e occupavano solo dello spazio.

I giorni seguenti, passato lo scoglio della prima separazione, è stato molto più facile continuare ad eliminare dei libri. A mano a mano che passava il tempo, e che li toglievo dal loro posto per metterli nella scatola, provavo sempre più soddisfazione.

Procedendo in questo modo, nell’arco di una settima, li ho eliminati quasi tutti. Me ne sono rimasti 15, quelli davvero essenziali.

Alcuni consigli:

  • “Chi ben comincia è già a metà dell’opera” e in questo caso è proprio vero. La selezione del primo giorno è la più dura e probabilmente quella che porta a meno risultati. Per questo è meglio prendersi del tempo e procedere per gradi. Il giorno dopo, e quelli seguenti, il lavoro si fa più specifico e meno frenato. Via via che passano i giorni riusciamo a prendere le decisioni in maniera più serena e a sbarazzarci del superluo. Provare per credere!
  • Creare una lista di tutti i libri: io non l’ho fatto però può essere utile. Per i più ansiosi e nostalgici sapere che libri possedevano può essere un modo per separarsene con maggiore serenità. Se ti venisse mai voglia di rileggerne uno puoi sempre consultare la lista e comprarlo di nuovo o fartelo prestare.
  • I regali: i libri ricevuti in dono sono stati i più difficili. Metterli nella scatola mi faceva uno strano effetto, mi sembrava quasi di tradire colui che me li aveva donati. Il primo giorno pensavo di tenerli tutti. Una volta entrata nel giro, però, mi sono resa conto che erano libri  identici agli altri. Non è mica un crimine che non mi siano piaciuti, non è mica immorale regalarli a mia volta a qualcuno. Quindi, dopo averci pensato un pochino, ho deciso di darli via comunque. Che senso ha tenere libri che non mi servono a niente?
  • Porsi delle domande: è buono tenere a mente alcune domande da porsi nei confronti del libro che non sappiamo se dare via o meno. Mi serve? É utile? Lo rileggerò? Mi ha colpito? Mi rappresenta? 
  • I libri mai letti: una ventina dei miei libri non li avevo ancora letti. Alcuni magari li avevo iniziati e dopo 20 pagine erano stati miseramente accantonati. Anche questi non aveva senso tenerli; erano frutto dell’impulso, della noia, del baratto. Circa 240 euro di libri buttati. La differenza con i libri che ho deciso di tenere è sostanzialmente questa: non li ho desiderati. Sono stati comprati entrando in una libreria e scegliendoli casualemente, sul momento. Errore che non ripeterò in futuro.

Soluzioni post-diminuzione della libreria

L’ebook reader

Anche se sono una grande fan della carta stampata sto valutando di prenderne uno. Comporta numerosi vantaggi: i libri costano meno, non pesa niente, non occupa spazio, la libreria digitale è bella ordinata, praticamente tutti i libri hanno la versione ebook, se sei in viaggio non devi trasportati due o tre mattoni sforando le norme sui bagagli a mano. Per evitare di ricadere nel solito errore aspetterò 30 giorni e cercherò di capire se, dopo tutto questo tempo, rientra ancora nella mia lista dei desideri.

L’acquisto compulsivo

Dopo aver faticato nel ridurre all’osso la mia libreria sarebbe davvero terribile ricadere nello stesso errore. L’aver dimezzato i libri, nel mio caso, non significa solo aver ricavato spazio nuovo da occupare. É l’inizio di un percorso per vivere con meno oggetti, meno pressioni e meno preoccupazioni.

Prima di acquistare qualsiasi articolo (libro o oggetto che sia) proverò a pensare se davvero apporta un miglioramento alla mia vita e cercherò preventivamente di valutare se lo userò. Niente acquisti di impulso sennò la fatica non sarà servita a niente!

Ciao, mi chiamo Fabiana e questo è il mio blog di crescita personale. Al suo interno potrai trovare molti articoli che ti aiuteranno a migliorare la tua vita e ad adottare strategie per risparmiare tempo prezioso. Tutto quello che scrivo l'ho sperimentato sulla mia pellaccia, se funziona con me (sono davvero un osso duro) può funzionare con tutti! :)

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